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La storia

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Posta al centro delle dolci colline pisane, la cittadina di Lari vanta una sicura origine etrusca. Abitato anche in epoca romana e in alto medioevo, il centro assume notevole importanza a partire dagli inizi del secondo millennio. Documentato nell' XI secolo l'attuale Castello, da cui è possibile dominare una ampia distesa di territorio, diventa ben presto oggetto delle lotte tra Pisa e Lucca. Dal XII secolo di proprietà degli Arcivescovi di Pisa, il Castello divenne nel 1230 dimora della potente famiglia pisana degli Upezzinghi. Divenuto a partire dal 1289 importante roccaforte di confine della Repubblica di Pisa è più volte assediato alle truppe della Repubblica di Firenze. Nel 1406 Firenze conquistò Pisa e con essa Lari, che elevò a capoluogo delle colline pisane. Il Castello divenne così dimora dei Vicari, governatori fiorentini e membri delle più nobili famiglie cittadine (Medici, Pitti, Peruzzi, Strozzi, Degl'Albizzi,...), che lo trasformarono nei secoli in una lussuosa residenza, atta ad ospitare i regnanti di Toscana (da Cosimo I Medici a Leopoldo II Asburgo).

Il Vicario larigiano estendeva il suo potere su un territorio molto vasto, che andava dalla costa tirrenica (da Vada, a sud, fino a toccare Livorno, a nord), alle podesterie di Palaia e Peccioli, ad est, mentre verso sud raggiungeva Riparbella ed a nord Pontedera. Per tutto il XV secolo, ogni volta che Pisa si ribellò a Firenze, Lari partecipò attivamente ai tentativi di ristabilire l'autonomia da Firenze. Per questo fu ripetutamente assediato, ma invano: quello di Lari mantenne fama di castello inespugnabile. Con il XVI secolo la cittadina è definitivamente nelle mani dei fiorentini, che provvedono a rafforzare ed abbellire il Castello. Grandi opere – tutt'ora esistenti – vennero intraprese tra '400 e '500: Francesco da San Gallo nel 1530 e David Fortini nel 1559 restaurarono le fortificazioni; le facciate sul cortile interno vennero decorate con stemmi commissionati ad Andrea (1435-1525), Luca il giovane (1475-1548) e Giovanni della Robbia (1469-1529/30), Benedetto (1461-1521) e Santi Buglioni (1494-1576).
All'interno furono realizzati numerosi affreschi (per i quali si fanno i nomi di Andrea da Pisa, di fine '400 e di frà Bartolomeo della Porta o.p.), le architravi furono pregevolmente ornate, una Madonna con Bambino venne realizzata da Andrea della Robbia su modello di Luca della Robbia per adornare la camera da letto del Vicario Alessandro Segni. Gli ampi locali del Castello furono abitazione dei Vicari fino al 1848, anno in cui questa carica fu abolita e rimpiazzata dal pretore. Il Castello fu quindi trasformato in Palazzo Pretorio, funzione che ha svolto fino al 1962.

Note: